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sabato 23 novembre 2019





Nel periodo di Natale le occasioni  da trascorrere in compagnia di amici e parenti si moltiplicano, quindi cosa c'è  di meglio di un aperitivo che metta tutti d'accordo?

In queste occasioni adoro proporre qualcosa di semplice da poter stuzzicare, come questi fantastici frollini salati al parmigiano preparati con farina di mandorle e spezie  a piacere! Veloci da preparare restano fragranti per giorni!
Allora cosa aspettate?

Ingredienti (dose x circa 25 biscotti)


  • 60 gr di farina di mandorle
  • 80 gr di parmigiano grattugiato 
  • 200 gr di burro
  • 2 uova
  • 120 gr di farina 00
  • 80 gr di fecola  di patate
  • 1 cucchiaino scarso si sale
  • 1/2 bicchiere di latte
  • 2 cucchiai  di olio evo
  • Spezie a piacere

Preparazione


Nella ciotola  della planetaria (può  essere fatto anche tutto a mano) con la frusta a foglia lavorate il burro con il parmigiano e la farina di mandorle. Dopo qualche minuto aggiungete le uova e il sale.

Lasciate che il composto si amalgami per bene ed aggiungete  la farina 00 e la fecola. Alla fine aggiungete, alternando, poco per volta il latte e l'olio evo.

Otterrete un impasto dalla consistenza  morbida, tipo una frolla montata, che metterete in una sac a poche con bocchetta  a stella (in alternativa va bene qualunque  altro tipo di bocchetta, ovviamente  otterrete forme un po'  diverse).

Sulla leccarda da forno, rivestita da carta forno  ricavate la forma che preferite a rosa o anche allungata. Spolverizzate con spezie a piacere, io ho usato la curcuma (oltre che in superficie ho aggiunto  un po'  di polvere anche all'impasto  in lavorazione). Potete usare la paprika, semi di sesamo, semi di papavero, zenzero, pepe e tutto quello che la fantasia vi suggerisce.


Infornate in forno caldo a 180 gradi per 15-18 minuti.


Tempo: 20 min Servizio per: 6    personeComplessità: Facile

sabato 26 luglio 2014


Buongiorno amici, oggi vi presento un piatto dai sapori mediterranei, semplice, genuino e saporito grazie al perfetto mix di verdure e provola affumicata che lo rende ancor più appetitoso.
L’unico segreto di questa pasta sta nella qualità delle materie prime, perciò è fondamentale utilizzare verdure di stagione, magari del proprio orto e provola affumicata fresca o semi-stagionata che amalgamata alle verdure renderà questo piatto filante e sfizioso. 
In pochi minuti porterete in tavola genuinità e semplicità al tempo stesso!



Ingredienti


  • 250 gr di mezze maniche rigate
  • fiori di zucca q.b
  • 2 pomodori freschi grandi
  • 2 zucchine
  • 100 gr di funghi champignon
  • sale e pepe q.b
  • olio evo q.b
  • 1 scalogno
  • basilico q.b
  • 100 gr di provola affumicata
  • 2-3 cucchiai di parmigiano grattugiato

Preparazione


In una ampia padella saltare con un filo d'olio evo e lo scalogno le zucchine e i funghi tagliati finemente, salare, pepare e cuocere senza coperchio per 15 minuti a fiamma vivace. Poco prima di spegnere unire i pomodori tagliati a cubetti e 3-4 fiori di zucca a listarelle, lasciar andare per qualche altro minuto poi spegnere e mettere da parte.
Cuocere la pasta in abbondante acqua salata, ricordando di conservare un bicchiere di acqua di cottura che ci servirà per mantecare la pasta. 
Quando le mezze maniche saranno cotte scolarle ed unirle alle verdure, amalgamare aggiungendo parmigiano grattugiato, provola affumicata a cubetti, basilico tritato e acqua di cottura quanto basta a rendere il tutto cremoso e ben mantecato. 
Impiattare su un letto di fiori di zucca aperti a ventaglio e spolverare ancora con pepe macinato.


 
Tempo: 1 ora Servizio per: 2 persone Complessità: Facile

domenica 2 febbraio 2014











Piatto di origini antichissime, gli gnocchi, possono essere preparati con farine differenti: farina di frumento, di riso, di semola, con patate, pane secco, tuberi o verdure varie.

Di sicuro, al giorno d'oggi come nell'antichità, la varietà più diffusa ed apprezzata sono gli gnocchi di patate, anche se esistono tante altre varietà: con il semolino, con farina di mais ed altri ingredienti in base alla tradizione locale.

Gli gnocchi sono una delle preparazioni più conosciute in tutto il mondo poichè costituiscono un piatto molto semplice e sostanzioso che si adatta ad ogni tipo di condimento. Le origini degli gnocchi sono da ricercarsi nel periodo in cui le patate provenienti dal continente americano vennero importate in Europa. A quel tempo, esistevano già alcune varietà di gnocchi che si potevano trovare soprattutto in Lombardia e venivano impastati con mollica di pane, latte e mandorle tritate, chiamati zanzarelli. 

Nel Seicento invece, la ricetta originale subì delle variazioni sia nella composizione degli ingredienti sia nel nome: presero infatti il nome di malfatti e invece delle mandorle e del pane veniva aggiunta farina, acqua e uova. A partire dal 1880, gli gnocchi di patate iniziarono a diffondersi a macchia d'olio e piano piano tutte le altre varietà scomparvero. 

L’idea di questo piatto mozzafiato è di sua maestà Montersino (ho comprato il suo libro “accademia Montersino” ed ora sono ancor di più ossessionata dalle sue ricette), che a questi gnocchi dalla consistenza delicata, morbida e per niente gommosa, abbina ad una fonduta al parmigiano leggerissima gocce di aceto balsamico: un contrasto libidinoso!!!

Ingredienti


X gli GNOCCHI
  • 500 gr di patate (vecchie)
  • 75 gr di farina (Antiqua Linea casa Tipo 1)
  • 60 gr di fecola di patate
  • 25 gr di uova intere
  • 10 gr di tuorlo
  • noce moscata q.b
  • sale q.b

X la FONDUTA

  • 200 ml di panna light
  • 60 gr di parmigiano grattugiato
  • 20 gr di tuorli
  • noce moscata q.b
  • 1 cucchiaio di roux (preparato con 50 gr di burro e 50 gr di farina)
  • sale e pepe q.b

X la FINITURA

  • glassa di aceto balsamico

Preparazione


Lessare le patate in abbondante acqua leggermente salata (io le ho cotte direttamente al microonde), scolarle e pelarle. 
Schiacciarle ancora calde allo schiacciapatate, condirle con pizzico di sale e profumare con una grattugiata di noce moscata. Unire la farina (tenendone da parte una manciata), la fecola, le uova ed i tuorli; lavorare a mano fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. 
Dividerlo in più parti, in modo da lasciarlo raffreddare bene. Spolverizzare il piano di lavoro con la farina tenuta da parte formando dei filoncini e con l'aiuto di un tarocco o un coltello ricavare gli gnocchi. 


Rigarli passandoli, uno alla volta, su un riga gnocchi o sui rebbi di una forchetta; sistemarli in vassoi leggermente infarinati ben distanziati tra loro. 


Per la fonduta portare a bollore la panna con un pizzico di pepe e di noce moscata. Aggiungere il parmigiano ed un pizzico di sale amalgamando con la frusta fino a quando il formaggio si sarà sciolto. 
A questo punto levare dal fuoco unire il roux (preparato sciogliendo il burro in un pentolino, aggiungere la farina mescolando per qualche minuto). Incorporare i tuorli e mescolare velocemente. 
Lessare gli gnocchi, scolarli non appena verranno a galla aiutandosi con una schiumarola e farli saltare direttamente in una padella con la fonduta. 
Impiattare e guarnire con qualche goccia di glassa di aceto balsamico.


Tempo: 1 e 1/2 ora Servizio per: 2 persone Complessità: Facile

lunedì 27 gennaio 2014


La carbonara, come molti altri piatti importanti della storia, ha origini incerte. Secondo alcuni, il nome deriverebbe da un 'carbonaro' ovvero uno spazzacamini che, ritiratosi dall'attività, aveva aperto un'osteria a Roma ed iniziato a proporre un piatto simile all'attuale, chiamato Carbonara in onore alla sua precedente professione. 
Secondo altri, la Carbonara nasce appena finita la seconda guerra mondiale, nella Napoli occupata dagli americani. 
Le truppe di occupazione affollavano la città e per le strade non si trovavano hamburghers o hot-dogs, sui banchetti napoletani si sfornavano pizze piegate a portafoglio, supplì e soprattutto spaghetti cotti al volo e conditi con cacio e pepe. Il pomodoro era bandito perché colava e macchiava. Un bel giorno, un soldato americano o forse un napoletano, trovatosi in possesso di una delle borse con le razioni di cibo che l’esercito americano forniva ai suoi soldati iniziò a mettere nella pasta tutto quello che trovò nella borsa: uova in polvere, bacon e panna liquida (la Milk Cream che usano aggiungere al loro terribile caffè). L’uomo assaggia il pastone e decide che non è male. Col tempo è bastato solo armonizzare meglio il tutto ed è così che è accaduto il miracolo.
Per spiegare l'origine del nome basti pensare al pepe nero, che ricorda la polvere del carbone, e che viene riconosciuto come elemento essenziale della pasta.
A parte la storia, la carbonara deve avere caratteristiche semplici ma fondamentali coma la scelta degli ingredienti prima di tutto e quei due minuti che servono per amalgamare, fuori dal fuoco, il condimento nella pasta.
Per fare una buona carbonara serve un’ottima pasta di grano duro, delle uova freschissime, un buon pecorino (o parmigiano reggiano), del pepe nero, un filo d’olio ed il guanciale.
Il guanciale è fondamentale per la buona riuscita di questo piatto: troppo spesso si sente parlare nelle ricette di pancetta e guanciale come se fossero la stessa cosa. Non lo sono! Sono tagli diversi e dicono peraltro anche i loro nomi: la pancetta viene ricavata dall’addome mentre il guanciale viene ricavato dalla guancia del maiale.
Personalmente al sapore classico ho accostato un delicato sentore di mare dato dalla bottarga di ricciola, che se tempo fa rappresentava il pasto dei pescatori che trascorrevano la giornata in mare, oggi queste uova di pesce essiccate costituiscono un jolly in cucina donando anche a piatti tradizionali come la carbonara un tocco in più.

Ingredienti


  • 300 gr di spaghetti
  • 2 tuorli + 1 uovo intero
  • 100 gr di guanciale in fette
  • 2 cucchiai di parmigiano grattugiato (o meglio pecorino)
  • sale e pepe nero q.b
  • olio evo
  • 1/2 scalogno
  • bottarga di ricciola grattugiata

Preparazione


Cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata. 
Nel frattempo preparare il condimento; in un'ampia padella rosolare il guanciale con un filo d'olio evo e lo scalogno fino a renderlo croccante, basteranno pochi minuti. 
In una ciotola amalgamare i tuorli e l'uovo intero con un pizzico di sale, pepe, parmigiano grattugiato e una tazzina di caffè di acqua di cottura della pasta. 
Sbattere energicamente il composto con una frusta rendendolo spumoso ma non troppo. 
Scolare la pasta ed amalgamarla nella padella con il guanciale croccante. Fuori dal fuoco unire il composto di uova mescolando velocemente, evitando di cuocere l'uovo, dovrà risultare cremoso e assolutamente non a mò di frittata.
Aggiungere la bottarga grattugiata poco prima di impiattare. Io ho utilizzato quella di ricciola, ma va benissimo anche quella di tonno o muggine.


Tempo: 20 min Servizio per: 3 persone Complessità: Facile

venerdì 24 gennaio 2014

Tovaglietta easy life design 










La bietola da costa, detta anche "bieta" oppure "bida", è un ortaggio dal fusto erbaceo e grandi foglie verdi, lucide, di colore intenso, con sviluppate nervature centrali. Dal sapore molto dolce, se ne mangiano le foglie e la parte del torsolo tenera e carnosa.
La bietola, alla stregua della maggior parte delle verdure, rappresenta un alimento davvero molto importante per la nostra nutrizione, dato che è particolarmente povera di grassi e, al contrario, ricca di vitamine, fibre e Sali minerali.
Ha un’ottima azione rafforzante del sistema immunitario e svolge una funzione di supporto piuttosto importante per quanto riguarda l’apparato cardiovascolare. Si abbinano in modo ottimale ad uova e formaggi per preparare deliziosi sformati e frittate, oppure ai legumi per delle saporite zuppe o come nel mio caso  sono ottime per essere farcite e le patate sono perfette.
In ogni caso per apprezzare al meglio questa verdura usate solo bietole fresche.

Ingredienti


  • 1 cespo di bietole a coste
  • 3 patate medie
  • latte q.b
  • sale e pepe q.b
  • salame
  • 1 tuorlo
  • 2 cucchiai colmi di parmigiano
  • pan grattato q.b
  • qualche fiocchetto di burro
  • olio evo q.b

Preparazione


In una ampia pentola portare a bollore l'acqua leggermente salata ed immergerci le bietole a coste lavate orientando la parte verde verso l'alto. Cuocere fino a quando risulteranno cotte ma non sfatte. 
Nello stesso tempo in un'altra pentola lessare le patate; a fine cottura schiacciarle con uno schiaccia patate unire sale, pepe, tuorlo, parmigiano, il salame a cubetti e il latte regolandovi con la quantità, dovreste ottenere un composto di media densità (per intenderci deve risultare un pò più morbido di un gateau). 
Stendere su un tagliere le foglie di bietola, asciugarle con un foglio di carta assorbente, eliminare la parte più dura bianca della bietola (conservarla per altre ricette). Procedere con il riempimento: su ogni foglia adagiare un paio di cucchiai di composto di patate ed arrotolare a mò di involtino. 
Sistemarli in una teglia da forno irrorata con un filo d'olio evo, spolverizzare la superficie dei saccottini con un mix di parmigiano grattugiato, pan grattato e qualche fiocchetto di burro. 
Lasciare gratinare in forno a 200 gradi con funzione grill per circa 10 minuti o comunque fino a doratura.

Tovaglietta easy life design 

Tovaglietta easy life design 

Tempo: 30 min Servizio per: 4 persone Complessità: Facile

mercoledì 15 gennaio 2014


L'indivia riccia, è comunemente conosciuta a livello popolare come scarola, presenta un sapore leggermente amarognolo ed una consistenza croccante.

E' molto di più di una semplice insalata a foglia verde, è ricchissima di nutrienti essenziali per il nostro organismo.
Ha un contenuto calorico molto basso, 100 gr di foglie fresche forniscono appena 17 calorie, tuttavia, ha un alto contenuto di fibre e vitamine.
Per questo motivo è ricercata per la leggerezza e per la sua capacità rinfrescante, contiene, infatti, circa il 95% di acqua.
In cucina presenta una grande duttilità; oltre ad essere consumata cruda ad insalata, utilizzando il cuore, può essere preparata in diversi altri modi. 
Oggi ve la presento sotto forma di contorno a mò di pacchetti dal cuore filante che ben si abbina anche a secondi piatti a base di carne.

Ingredienti


  • 1 cespo di scarola riccia
  • 3-4 capperi dissalati
  • 10-15 olive nere snocciolate
  • 1 spicchio d'aglio
  • sale e peperoncino q.b
  • olio evo q.b
  • 1 mozzarella da 125 gr
  • 2 cucchiai colmi di parmigiano grattugiato
  • 2 alici sott'olio

Preparazione


Lavare sotto l'acqua corrente ogni singola foglia di scarola; in una ampia padella disporre un filo d'olio evo, lo spicchio d'aglio, il peperoncino, le olive tagliate a pezzetti, i capperi dissalati e le scarole, salare e coprire con un coperchio, cuocendo fino a quando le scarole non saranno appassite. Togliere il coperchio, aggiungere le alici sott'olio e lasciare evaporare tutto il sughetto a fiamma vivace, eliminare l'aglio.
Ungere con olio evo due stampini di alluminio (andranno benissimo quelli da muffin), sistemare una manciata di scarole (se necessario strizzarle un pochino) fino a riempire metà dello stampo, al di sopra mettere i cubetti di mozzarella e un cucchiaio di parmigiano grattugiato. Coprire con la stessa quantità di scarola usata per la base e con l'aiuto del dorso di un cucchiaio premere la superficie del tortino per compattarlo bene.
Infornare cuocendo a bagnomaria (mettendo gli stampini in una teglia grande nella quale verseremo due bicchieri di acqua) a 200 gradi  per almeno 15 minuti.
Estrarre dal forno, lasciarli intiepidire  in modo da sformarli senza troppe difficoltà, capovolgere gli stampini su un piatto.


Tempo: 30 min Servizio per: 2 persone Complessità: Facile

giovedì 5 dicembre 2013

Poco tempo??? 

Voglia di spiedini, ma alternativi?
Bene....eccovi uno sfiziosissimo spiedino di tortellini con cremina al parmigiano!!!!!
  

Ingredienti


  • 250 gr di tortellini ripieni
  • olio per friggere

X la crema al parmigiano

  • 30 gr di parmigiano grattugiato
  • 200 ml di latte
  • 10 gr di maizena
  • sale q.b
  • noce moscata

Preparazione



Sbollentare per 1 minuto in acqua salata i tortellini, scolarli e metterli da parte. 

Per la crema al parmigiano, unire in un tegame latte, sale, noce moscata e parmigiano. 

Portare sul fuoco, a fiamma bassa, ed aggiungere la maizena. Mescolare continuamente fino a quando non raggiungerà la giusta consistenza. 

Infilzare ogni stecchino di legno con 3 tortellini, i miei erano ripieni di speck e formaggio, ed immergerli in olio bollente. 

Friggere da entrambi i lati, si doreranno prestissimo. 

Porli per qualche istante su carta assorbente.

In piccoli bicchieri, mettere sul fondo un paio di cucchiai di crema al parmigiano, adagiarci lo spiedino e versare ancora cremina sui tortellini. 



Servire tiepidi.




Tempo:15 min   Servizio per: 8 persone Complessità: Facile