venerdì 14 novembre 2014




Ho pensato ad un piatto del genere quando una sera tornata a casa non mi andava  né cucinare né mangiare il classico petto di tacchino. 
E allora apro la dispensa  ed adocchio prugne secche e nocciole piemontesi...bene è stato un attimo, ti concio io per le feste stupido tacchino! 
Spesso si sottovaluta questa carne (povero tacchino!!!) ma preparata con la dovuta attenzione sa regalare piatti molto buoni e saporiti.
La preparazione è simile a quella di tutti gli altri arrosti, quindi prima di tutto dal pezzo di fesa di tacchino ho ricavato una tasca, farcita e chiusa in modo da ottenere al taglio, dopo la cottura, un gustosissimo rollè. 
Non c'è  davvero limite alla fantasia, e questa volta mi sono spinta creando un accostamento particolare a base di prugne secche Monte Rèprugnata di prugne secche Monte Rè (che è una confettura di prugne secche extra, davvero buonissima), nocciole piemontesi e mele.  
Come accompagnamento a questo arrosto, consiglio un classico ma sempre buono, purè di patate o semplicissime verdure saltate. Mi sarebbe piaciuto avvolgere la carne con della pancetta, ma in questo periodo non posso mangiare affettati....la prossima volta ci proverò!

Ingredienti


  • 400 gr di fesa di tacchino (in una fetta sola)
  • pan grattato q.b.
  • 1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
  • rosmarino fresco q.b.
  • sale e pepe q.b.
  • olio evo q.b.
  • nocciole piemontesi tritate grossolanamente q.b.
  • 2 cucchiaini di prugnata di prugne secche Monte Rè
  • 10 prugne secche di Modena Monte Rè
  • 6-7 fetine piccole di scamorza affumicata
  • 1 spicchio d'aglio
  • qualche bacca di ginepro
  • 1 mela royal gala
  • 1/2 dado delicato
  • 2 cucchiaini di maizena

Preparazione


Come prima cosa mettere a bagno le prugne secche di Modena Monte Rè in mezzo bicchiere di rhum e lasciar macerare x almeno 1 oretta. Tagliare il pezzo di fesa di tacchino in modo da ottenere una tasca, mediante un taglio profondo ed orizzontale, ottenendo uno spazio sufficiente ad essere farcito. 
In una ciotola preparare il ripieno mescolando il pan grattato, il parmigiano, le nocciole tritate grossolanamente, un abbondante filo d'olio evo, il rosmarino tritato, sale e pepe q.b, la provola affumicata e le prugne tritate e strizzate dal rhum. 
Amalgamare bene la farcia e se necessario aggiungere un altro pò d'olio. Aprire la tasca e spennellarne l'interno con la prugnata di prugne secche Monte Rè; riempire con la farcia preparata e chiedere lateralmente la tasca con stecchini di legno. 
Massaggiare la superficie esterna della carne, da entrambi i lati, con sale e pepe, ma senza esagerare. 


Sbucciare la mela e tagliarla a fettine molto sottili. In una padella rosolare a fiamma alta la carne in un abbondante filo d'olio evo, lo spicchio d'aglio, le mele e qualche bacca di ginepro, in modo da sigillare per bene il tacchino. Quando la carne sarà ben rosolata (ci vorranno 6-7 minuti) sfumare con il rhum utilizzato per ammollare le prugne ed unire anche il dado. 
Lasciar cuocere con coperchio a fiamma bassa per almeno 30 minuti, avendo cura di non bucherellare la carne in cottura, altrimenti risulterà secca. A cottura ultimata addensare il sughetto con la maizena. Prima di impiattare eliminare gli stecchini e tagliare a fette.




Tempo: 1 ora

Servizio per: 2 persone

Complessità: Facile

sabato 8 novembre 2014




Torta 10 e lode...di più buona non ce n'è ...ovviamente firmata Montersino!!!!!!!  
Come tutte le sue creazioni  regola principale è studiare la ricetta più e più volte, in modo da organizzarsi in tempo, dovendo mettere in pratica molte basi della pasticceria. Ad esempio, potreste preparare pan di spagna e ganache  mezza giornata prima,  in questo modo sarà un gioco da ragazzi, ve ne innamorerete fin dal primo assaggio! 
Chiamata Diabella perchè adatta anche a chi soffre di diabete poichè contiene maltitolo e cioccolato al maltitolo. Volendo poi sostituire la farina di grano tenero con della farina di riso, il dolce è anche gluten free.  Io ho utilizzato zucchero al posto del maltitolo, normale cioccolato e farina 00.
L’ho preparata per una cena tra amici dove doveroso era ringraziare una persona che mi ha aiutato tanto nella realizzazione di questo blog...grazie Nico! E’ cremosa, consistente ma non stucchevole alterna contrasti piacevolissimi al palato......la rifarò al più presto!

Ingredienti (x un cerchio da 20 cm ed h 5 cm)


X il Pan di Spagna

  • 124 gr di albume
  • 56 gr di maltitolo (ho usato lo zucchero)
  • 112,5 gr di burro
  • 56 gr di maltitolo (ho usato lo zucchero)
  • 86 gr di tuorli
  • 37,5 gr di cioccolato fondente
  • 37,5 gr di massa di cacao o cioccolato fondente al 99%
  • 135 gr di farina 00
  • 5,5 gr di lievito per dolci
  • 6 gr di cacao amaro in polvere

X la Bavarese

  • 150 gr di latte intero
  • 60 gr di tuorli
  • 26 gr di maltitolo (io ho usato lo zucchero)
  • 139 gr di cioccolato bianco
  • 60 gr di pasta nocciola
  • 4,5 gr di colla di pesce
  • 375 gr di panna montata

X la Ganache

  • 195 gr di cioccolato al latte al maltitolo (io ho utilizzato cioccolato fondente)
  • 195 gr di panna fresca

X la Finitura

  • 112,5 gr di nocciole tostate
  • Cacao amaro in polvere

X le Placchette Decorative

  • 100 gr di cioccolato fondente
  • 30 gr di cioccolato bianco
  • 3 gr di alcool a 95°C (io non l'ho utilizzato)
  • 1 gr di oro alimentare in polvere (io non l'ho utilizzato)

Preparazione


X il pan di spagna al cacao:

Fondere il cioccolato al microonde insieme alla massa di cacao o come ho fatto io con altro cioccolato ma al 99%. Montare gli albumi con la prima dose di zucchero fino ad ottenere una meringa sostenuta. In una impastatrice montare il burro morbido con la seconda parte di zucchero, unire a filo i tuorli e subito dopo il cioccolato fuso ancora caldo. In una ciotola setacciare la farina, il lievito e cacao insieme. Unire una parte delle polveri alla montata di burro mescolando dal basso verso l'alto con una spatola. Unire una parte degli albumi e incorporarli delicatamente, procedere amalgamando in questo modo i 3 composti. Imburrare una tortiera, meglio se a cerniera, e cuocere in forno preriscaldato a 170°C per circa 35 minuti. Sfornare e lasciarlo raffreddare completamente.


X la ganache: 
In un pentolino scaldare la panna, unire il cioccolato e mescolare fino a farlo fondere. Passare tutto al frullatore ad immersione. 

X la bavarese: 
Per prima cosa idratare la gelatina in acqua fredda. Tritare il cioccolato al coltello e nel frattempo portare a bollore il latte. Mescolare i tuorli con lo zucchero ed unire latte e tuorli, rimettere sul fuoco e far cuocere fino a 82-85C° max, monitorando la temperatura con un termometro da cucina. Aggiungere la colla di pesce ammollata e ben strizzata,  il cioccolato bianco a pezzetti e mescolare fino al totale scioglimento; solo infine unire la pasta nocciola (ottenuta frullando le sole nocciole con un mixer fino ad ottenere un composto cremoso). Emulsionare con un frullatore a immersione e raffreddare velocemente il composto in un bagnomaria di acqua e ghiaccio, proseguendo il raffreddamento in frigorifero fino ad una temperatura di 4°C. 
Incorporare la panna montata mettendone inizialmente solo una piccola parte per rendere il composto più fluido e poi la restante mescolando dal basso verso l’alto per non smontare la crema. 

X l'assemblaggio del dolce: 
Tagliare il pan di spagna a fettine e disporle vicine, una attaccata all'altra oppure come ho fatto io, ricavarne un disco unico di 18 cm (ovvero 2 cm più piccolo del diametro della torta da realizzare) e inserirlo dentro il cerchio da 20 cm rivestito con acetato. 
Versare la bavarese in una sac à poche senza bocchetta e procedere delineando prima i bordi dello stampo, in modo da chiuderli e poi procedere creando uno strato uniforme che ricopra tutto il pan di spagna. Fare un altro giro di bavarese lungo il bordo ed inserire dentro la ganache ancora fluida e pezzetti di pan di spagna ricavati dagli scarti. Aggiungere un pò di nocciole spezzettate e chiudere il tutto coprendo con un altro strato di bavarese, sempre dall'esterno verso l'interno. Con un cucchiaio increspare la superficie creando delle onde di crema. Mettere in freezer a congelare.



X le placchette decorative: 
Temperare il cioccolato bianco, io ormai utilizzo il microonde e mi trovo benissimo: sciogliere 2/3 di cioccolato al microonde fino ad arrivare a 42-45°, poi unire il resto, mescolare, scaldare un attimo al microonde arrivando a 29°C. Se si sbaglia temperatura si deve ricominciare daccapo, perciò ...attenzione! 
Metterlo in un conetto di carta da forno e fare delle linee disordinate e casuali sull'acetato, Far cristallizzare il cioccolato raffreddandolo un paio di minuti in freezer. Nel frattempo temperare il cioccolato fondente facendo la stessa operazione del cioccolato bianco, con la differenza che prima lo si porta a 50°C e poi a 31°C. A questo punto colare il cioccolato sul foglio di acetato in cui ormai il cioccolato bianco si è indurito e spatolarlo con una spatola ricoprendo tutta la superficie del foglio. 
Far indurire per pochi minuti,ma prima che il cioccolato si indurisca completamente incidere il cioccolato con un coltello affilato in modo da creare dei quadratini. Mettere in freezer e lasciar indurire totalmente. 



X la finitura: 
Estrarre il dolce dallo stampo rimuovendo l'acetato e spolverare con abbondante cacao amaro. Decorare con cubetti di pan di spagna, e con l'aiuto di un cucchiaio versare a caso un pò di ganache e nocciole tritate, precedentemente tostate. Rifinire i bordi con le placchette di cioccolato temperato adagiato lungo i bordi.
Prima di servirla basterà passarla da freezer al frigo 6-7 ore prima.




Tempo: 3-5 ore

Servizio per: 10 persone
  
Complessità: Media

mercoledì 5 novembre 2014











Oggi vi suggerisco una  ricetta estremamente facile, un secondo piatto veloce, preparato con un impasto di carne e pane, farcito con mortadella e provolone  ed infine  cotto nella birra che dona un gusto molto originale e saporito. 
Ho utilizzato una birra dal sapore eccezionale, la “SUPER BITTER” della produzione Baladin che  si presenta  ricca di profumi “luppolacei” e questo grazie al generoso uso di un luppolo americano dall’originale nome di “Amarillo” ma, nonostante ciò, in bocca rimane  ben equilibrata con  sentori di caramello, frutta secca e l’apporto di amaro, appunto, del luppolo. Dopo la cottura, niente paura, il sapore della birra non sarà eccessivo e non coprirà quello del polpettone, ma semplicemente lo renderà più aromatico. Provare per credere! 

Ingredienti


  • 300 gr di macinato di manzo
  • 4-5 fette di pane raffermo
  • 50 gr di parmigiano grattugiato
  • prezzemolo e rosmarino q.b.
  • 1 uovo
  • pan grattato q.b.
  • sale e pepe q.b.
  • provolone piccante q.b.
  • mortadella q.b.
  • olio evo q.b.
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 birra Baladin Super Bitter (ambrata)
  • Preparazione



    In una ciotola impastare la carne macinata con il pane raffermo, precedentemente ammollato in acqua e strizzato, l'uovo, il parmigiano grattugiato, prezzemolo e rosmarino tritati, sale e pepe q.b. 
    Amalgamare il tutto fino ad ottenere una consistenza lavorabile con le mani, se fosse troppo molle aggiungere un pochino di pan grattato. Stendere il composto su un foglio di carta forno schiacciandolo fino a dargli la forma di un rettangolo alto più o meno 1 cm. 
    Posizionare nel centro del rettangolo le fette di mortadella, il provolone tagliato a fettine fini e il prezzemolo tritato. Con l'aiuto del foglio di carta forno avvolgere su se stessa la carne fino ad ottenere un rotolo, ben stretto. 
    Eliminare la carta forno e passa il rotolo in abbondante pan grattato; rosolare in una ampia padella con un filo d'olio e lo spicchio d'aglio da entrambi i lati a fiamma alta. Aggiungere la birra Baladin Super Bitter, lasciar sfumare e poi coprire con un coperchio, avendo cura di girare il rotolo a metà cottura. 
    Cuocere per circa 25 minuti a fiamma media.



    Tempo: 1 ora


    Servizio per: 2 persone
      
    Complessità: Facile

giovedì 30 ottobre 2014











La zucca è il simbolo di Halloween,  che ormai sta arrivando e credo che sia davvero molto interessante conoscere la storia di questa mostruosa festa arrivata in Italia solo da pochi anni. 

La parola Halloween ha origine anglosassone e probabilmente deriva da una contrazione della frase “All Hallows Eve” ovvero la notte di Ognissanti. Nell`Irlanda celtica questa notte coincideva con la fine dell`estate ed i colori tipici erano l`arancio, per ricordare la mietitura e quindi la fine dell`estate ed il nero per simboleggiare l`imminente buio dell`inverno, proprio per questo i colori che caratterizzano Halloween sono l`arancio ed il nero. 

Narra una leggenda che gli spiriti erranti dei morti durante l`anno, tornassero la notte del 31 ottobre in cerca di un corpo da possedere per l`anno successivo. Dato che i vivi non volevano essere posseduti rendevano le loro case fredde ed indesiderabili spegnendo i fuochi nei camini, rendendo i loro corpi orribili mascherandosi da mostri e gironzolando tra le case per far scappare di paura tutti gli spiriti che incontravano.  Le tradizioni che accompagnano la notte di Halloween sono due : “Dolcetto o Scherzetto?!?” ha origini lontane e si dice che il 1 novembre, i primi Cristiani vagassero di villaggio in villaggio elemosinando un po’ di “pane d`anima”, un dolce di forma quadrata con l`uva passa.  Invece la tradizione di Jack-o-lantern  deriva probabilmente dal folklore irlandese. 
Si racconta che un uomo di nome Jack, noto malfattore, ingannò Satana sfidandolo nella notte di Ognissanti a scalare un albero sulla cui corteccia incise una croce, intrappolandolo tra i rami.
Jack fece un patto con il diavolo: se non lo avesse più indotto in tentazione lo avrebbe fatto scendere dall`albero. Alla morte di Jack, continua la leggenda, gli venne impedito di entrare in paradiso a causa della cattiva condotta avuta in vita, ma gli venne negato l`ingresso anche all`inferno perché aveva ingannato il diavolo. Allora Satana gli porse un piccolo tizzone d`inferno per illuminare la via nella tremenda tenebra che lo attorniava. Per far durare più a lungo la fiamma Jack scavò un grosso cavolo rapa e la pone all`interno. In origine erano usati i cavoli rapa ma poi si scoprì che le zucche erano più grosse e più facili da scavare. 
Ecco perché a tutt`oggi Jack-o-lantern è una zucca intagliata al cui interno è posata una lanterna. 
In occasione di Halloween ho pensato di preparare dei muffin salati alla zucca, da presentare come antipasto sfizioso,  in grado di aprire con ottime aspettative, il pranzo o la vostra cena di Halloween in compagnia di amici e parenti. Piccoli e semplici da gustare, ideali per smorzare la fame o per stuzzicarla.  Sono anche dei validi sostituti del pane in accompagnamento a salumi e formaggi. 
Scopriamo insieme come fare per realizzare questa buonissima ricetta!

Ingredienti (x 6 muffin)


  • 250 gr di polpa di zucca lessata
  • 150 gr di farina integrale
  • 80 gr di formaggio (emmental, scamorza o altro)
  • 2 uova 
  • 60 ml di olio evo
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato
  • 1/2 cucchiaino di lievito in polvere istantaneo (in mancanza anche quello x dolci va bene)
  • rosmarino q.b.
  • sale e pepe q.b.
  • semi vari per decorare q.b. 

Preparazione


Pulire la zucca, io ho utilizzato quella mantovana, tagliarla a cubetti e cuocerla in padella con un filo d`olio evo e due dita di acqua, salare e coprire fino a quando non sarà ben ammorbidita. 
In una impastatrice montare parzialmente le uova ed aggiungere piano piano la farina integrale. 
Unire l`olio evo, il formaggio tagliato a cubetti piccoli, il rosmarino tritato e la zucca schiacciata con una forchetta. Alla fine aggiungere il 1/2 cucchiaino di bicarbonato e di lievito, regolare di sale e pepe e lavorare fino ad ottenere un composto omogeneo. 
Versare il composto in stampini per muffin riempiendoli per 3/4  e disporre sulla superficie semi misti o di zucca. Infornare a 180 gradi per circa 20-25 minuti. 
Servire tiepidi o anche freddi.



Tempo: 1 ora

Servizio per: 4 persone

Complessità: Facile

martedì 28 ottobre 2014


Questa ricetta è davvero facile e veloce da preparare …ideale per la stagione invernale quando il freddo incalza e la voglia di piatti saporiti ma non troppo pesanti si fa sentire e secondo me il broccolo fa tanto inverno.  

A noi sono piaciuti molto, per il sapore ma soprattutto per la  leggerezza, io li ho cotti al microonde con funzione crisp (una valida alternativa è la cottura in forno) ma se preferite potete anche friggerli  in olio evo, saranno meno leggeri ma sicuramente ancor più saporiti. Il cuore filante, dato dalla scamorza,  li rende sfiziosi e golosi ma potete sostituirla con qualsiasi altro formaggio di vostro piacimento. Si possono servire come antipasto, magari in formato più piccolo, come piatto unico o contorno  da accompagnare a pesce o carne. 

Ingredienti


  • 1 broccolo verde medio
  • 2 patate medio/grandi
  • 3 fette di pane raffermo
  • 1 uovo
  • 4 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • sale e pepe q.b.
  • olio evo q.b.
  • scamorza affumicata q.b.
  • prosciutto cotto q.b.
  • pan grattato q.b.

Preparazione


Come prima cosa bisogna lessare le patate e il broccolo separatamente e lasciarli raffreddare completamente. 
Una volta che le verdure saranno ben fredde eliminare la buccia dalle patate e schiacciarle con uno schiacciapatate. Fare lo stesso con il broccolo, io metà l`ho frullato con un minipimer e l`altra metà l`ho schiacciato grossolanamente con una forchetta. Mescolare le verdure in una ciotola, aggiungere l`uovo, il sale , il pepe, il parmigiano e il pane raffermo precedentemente ammollato in acqua e strizzato per bene. 
Amalgamare il tutto, aggiustare di sale, se occorre, e nel caso l`impasto fosse troppo morbido da lavorare aggiungere qualche cucchiaio di pan grattato. 
Prelevare una quantità, tale da tenerla nel palmo della mano, aggiungere nel mezzo qualche pezzetto di scamorza e un pò di prosciutto cotto. 
Chiudere e schiacciare con le mani in modo da ottenere dei medaglioni abbastanza piatti ma uniformi nello spessore.
Passarli nel pan grattato e sistemarli in una teglia da forno, irrorare con olio evo e ricordarsi di girarli a metà cottura. 
Infornare a 230 gradi per circa 20 minuti. Io li ho cotti al microonde utilizzando la funzione crisp. 




Tempo: 40 min

Servizio per: 2 persone

Complessità: Facile

domenica 26 ottobre 2014













La particolarità delle ricette di Montersino ormai è nota a tutti, non si sbaglia mai, perciò quando ho bisogno di stupire i miei ospiti la scelta cade inesorabilmente sulle sue creazioni. Ho imparato a studiare le sue ricette per cercare di capire tecnica, bilanciamenti e temperature, e soprattutto quando si tratta di mignon o comunque piccola pasticceria tutto ciò è di fondamentale importanza perchè in un piccolo prodotto bisogna soddisfare tutte le principali sensazioni gustative: aspetto visivo, consistenza e, soprattutto, sapore.  

Da quando i miei colleghi mi hanno regalato il libro "Peccati mignon" queste tartellette con gelatina di frutta sono state amore a prima vista. Si tratta di un cestino di pasta frolla, cotto in bianco, e farcito, poi, con una crema al cioccolato bianco aromatizzata al lime, freschissima e decorato con un originalissimo tris di gelèe alla frutta. 

Non da poco è la possibilità di congelare questo prodotto finito, pronto all'uso ad eccezione della gelatinatura che andrà fatta prima di servire. Una normale tartelletta alla frutta non potrebbe essere congelata perchè la frutta fresca patisce molto il freddo, perciò una volta scongelata perderebbe liquidi cosa che non accade con la gelatina di frutta adattissima ad essere conservata a temperature basse. Ottima quindi l'idea di prepararle in anticipo, congelarle per averle pronte all'occorrenza....sono davvero deliziose!

Ingredienti x circa 50 tartellette


X la Crema al Cioccolato e Lime:
  • 500 gr di latte intero fresco
  • 100 gr di zucchero semolato (va bene anche 80 gr)
  • 100 gr di tuorli
  • 45 gr di amido di mais 
  • 200 gr di cioccolato bianco
  • 10 gr di buccia di lime grattugiata 

X la Gelèe di albicocca (o pesche o mango):

  • 125 gr di purea di albicocca (o pesche o mango, io ho usato il mango)
  • 30 gr di zucchero semolato
  • 5 gr di agar agar (oppure 3 gr di colla di pesce)
  • 10 gr di destrosio (io l'ho sostituito con zucchero semolato)
  • 0,1 gr di acido citrico (o succo di limone)

X la Gelèe di fragole:

  • 125 gr di purea di fragola
  • 30 gr di zucchero semolato
  • 4 gr di agar agar (oppure circa 2,5 gr di colla di pesce)
  • 10 gr di destrosio  (io l'ho sostituito con zucchero semolato)
  • 0,1 gr di acido citrico (o succo di limone)

X la Gelèe di pere:

  • 125 gr di pere sciroppate
  • 30 gr di zucchero semolato
  • 6 gr di agar agar (oppure circa 3,5 gr di colla di pesce)
  • 10 gr di destrosio (io l'ho sostituito con zucchero semolato)
  • 0,1 gr di acido citrico (o succo di limone)
X la Finitura:
  • 50 gr di cioccolato bianco
  • 100 gr di gelatina neutra 
  • 50 gr di granella di pistacchi

Preparazione




Preparare la Pasta Frolla cliccando sul link che trovate negli ingredienti.


X la crema al cioccolato bianco: 

Preparare la crema  come una normale crema pasticcera. 
Scaldare il latte intero facendo sfiorare il bollore. In una impastatrice montare i tuorli con lo zucchero e l'amido di mais lavorando facendo incorporare bene l'aria. Versare il tutto sopra il latte, alzare la fiamma e non appena  il latte ribolle, spostare dalla fiamma, mescolare e far addensare il tutto riportando sul fuoco. 
A questo punto unire il cioccolato bianco a pezzetti e mescolare bene fino a scioglimento e profumare con la scorza grattugiata del lime (attenzione a non prendere la parte bianca). Raffreddare la crema velocemente, meglio se  in una pirofila bassa e abbastanza larga coprendola con pellicola a contatto per poi passarla in frigorifero.


X la gelèe di mango-fragole e pere:

Scaldare la polpa di fragole (ottenuta frullando semplicemente le fragole con un minipimer) con lo zucchero.  Unire l' agar agar e il destrosio (o zucchero semolato) poco dopo togliere dal fuoco. Aggiungere l'acido citrico (o il succo di limone). Procedere in questo modo per ognuna delle tre gelèe.  Colare le gelatine in stampi di silicone a bicchierino , in modo da creare tre strati: mango, fragola e pera.  
Porre in freezer a congelare bene. E' possibile prepararle anche qualche giorno in anticipo e lasciate in freezer fino all'utilizzo.



X le tartellette:


Togliere la frolla dal frigo, lavorarla un pochino, e ricavarne tante palline da 14 gr ciascuna (pesate con la bilancia) e sistemarle nell'apposito stampo per tartellette (che finalmente ho comprato è molto funzionale e pratico...lo rincorrevo da mesi). 
Grazie al matterello dalle estremità piatte che agevolano la stesura delle palline di impasto nello stampo ho ricavato tartellette dalla forma precisa e ben incavata in pochissimo tempo. Bucherellare la base di ogni tartelletta con i rebbi di una forchetta. Infornare in forno caldo a 180 gradi per circa 15 minuti lasciarle intiepidire ed estrarle dallo stampo. Possono essere preparate anche 2-3 giorni prima e conservarle in una scatola ben chiusa. 



X l'assemblaggio:

Tagliare il cioccolato bianco a pezzetti e fonderlo a bagnomaria o al microonde. 
Bagnare i bordi dei cestini mettendoli a testa in giù nel cioccolato e poi passarli subito nella granella di pistacchio in modo che aderisca bene. 



Riempire un sac à poche con bocchetta liscia o anche senza con  la crema al cioccolato bianco e lime e riempire abbondantemente le tartellette. 



Estrarre dallo stampo le gelèe di frutta e ritagliarne piccoli spicchi. Adagiare ogni triangolino  sopra la tartelletta. 
Spennellare la superficie con gelatina neutra. 
Prima de essere gelatinate le tartellette possiamo congelare cosi come sono le tartellette e un paio d'ore prima di servirle tirarle fuori dal freezer, gelatinarle  e conservare in frigo. 





Tempo: 1 ora x l'assemblaggio

Servizio per: 10 persone

Complessità: Facile

mercoledì 22 ottobre 2014





La  scamorza  è  un  formaggio  prodotto  con  latte  vaccino    a  pasta semicruda  e  filata.  È  riconosciuta  come  prodotto  agroalimentare  tradizionale  delle regioni  Campania,  Abruzzo,  Molise  e  Puglia.  In  genere  ha  la  forma  di  una  sfera schiacciata,  dal  peso  di  circa  mezzo  chilo,  ma  esistono  anche  pezzature  diverse  di medie  e  piccole  dimensioni    e  prodotta  anche  in  versione  affumicata,  come  quella che  ho  utilizzato  io  per  questa  stuzzicante  ricetta.    Curiosa  è  l’origine  del  termine scamorza  potrebbe  provenire  da  "capa  mozza",  ossia  "testa  mozzata";  questo spiegherebbe anche l'uso dispregiativo di questa parola verso persone dotate di scarse capacità.

Nel mio frigo non manca mai, ed ogni volta mi piace vestirla a festa per creare piatti semplici ma golosi allo stesso tempo. Stavolta l’ho farcita con ingredienti che insieme sono  vincenti  nel  sapore  e  nelle  consistenze,  sto  parlando  di  salsiccia  e  peperoni agrodolci (filetto e bocconcino) Zuccato che uniti alla scioglievolezza della scamorza affumicata semifusa crea un connubio perfetto.

Ingredienti




Preparazione



In una padella rosolare lo spicchio d’aglio in un filo d’olio evo, aggiungere i peperoni agrodolci (filetto e bocconcino) Zuccato scolati del liquido di conservazione, salare, pepare e lasciar insaporire a fiamma alta per 10 minuti. 
Eliminare l’aglio ed unire il basilico fresco. In un’altra padella cuocere la salsiccia, senza tagliarla, con un filo d’olio evo a fiamma media con coperchio fino a doratura. 
Tagliare a metà la scamorza (tipo panino, in modo da lasciar una parte ancora unita delle due estremità) e grigliare da entrambi i lati su una griglia molto calda per pochi minuti. Farcire la scamorza affumicata con la salsiccia e i peperoni agrodolci (filetto e bocconcino).

Accompagnare con una insalatina mista o semplicemente rucola fresca.




Tempo: 20 min

Servizio per: 1 persone

Complessità: Facile