giovedì 19 dicembre 2013


Questo secondo piatto rappresenta la tipica pietanza rapida, che si prepara in pochissimo tempo,  facile e delicatissima.

L'infarinatura rende la carne morbida e cremosa, i funghi danno consistenza e il pomodoro la giusta nota di acidità. 

L'accostamento con la mousse al prezzemolo rende questi straccetti ancora più appetitosi e leggeri e poi fa bene, il prezzemolo contiene proteine, carboidrati, grassi, vitamine e importanti minerali tra cui il Selenio.

E' una ricetta alla portata di tutti, principianti e non, per chi come me ha sempre troppo poco tempo o per chi ha semplicemente voglia di provare qualcosa di autentico!!!!

Ingredienti


  • 2 fettine di vitello
  • 200 gr di funghi champignon
  • 3 pomodori medi
  • 1 spicchio d'aglio
  • sale aromatizzato alle erbe
  • olio evo
  • pepe q.b
  • 10 cucchiai di farina
  • mezzo bicchiere di vino bianco (anche meno della metà)

X la mousse al prezzemolo

  • 50 gr di stracchino
  • 100 gr prezzemolo fresco (compreso il gambo)
  • sale
  • pepe
  • olio evo
  • mezzo bicchiere di latte
  • 2 cucchiai di parmigiano grattugiato

Preparazione


Preparare i funghi: in una padella unire un filo d'olio e lo spicchio d'aglio, aggiungere i funghi champignon tagliati finemente, salare e pepare. 
Sfumare con vino bianco, lasciar cuocere. 

Battere le fettine di vitello con un batticarne e tagliare a straccetti. 
Infarinare e cuocere nella stessa padella dei funghi (ormai cotti), coprendo con un coperchio. Salare e pepare. 

A cottura quasi ultimata aggiungere i pomodori tagliati a pezzetti piccoli (devono rimanere croccanti), mescolare. 

A parte con un minipimer, preparare la mousse al prezzemolo. 
Unire il prezzemolo lavato con il latte, l'olio, il parmigiano, lo stracchino, salare e pepare. 

Servire gli straccetti accompagnandoli con la mousse.

Tempo: 15 min Servizio per: 2 persone Complessità: Facile

mercoledì 18 dicembre 2013


Il gateau di patate, come erroneamente molti credono, non deriva dalla cucina francese, ma e' stato inventato a Napoli  con tutti gli ingredienti tipici della cucina napoletana, con la sola eccezione del burro, e chiamato semplicemente gattò.
Ogni famiglia ha la sua ricetta, ogni mamma tramanda la 
propria versione alla figlia, in ogni cucina c’è tutto un “disciplinare” con cui prepararlo.
In realtà il gateau di patate è un piatto molto semplice, perfetto come piatto unico e aperto  a diverse varianti.
Stavolta ho provato due versioni, uno con mortadella e mozzarella e un altro con ‘nduja, salame e scamorza affumicata.
Sbizzarritevi!

Ingredienti


  • 4-5 patate grandi
  • 1 uovo
  • sale e pepe q.b
  • 50 gr di parmigiano grattugiato
  • un pochino di latte
  • pangrattato
  • qualche fiocchetto di burro

X il Ripieno di mortadella e mozzarella

  • 50 gr di mortadella
  • 100 gr di mozzarella

X il Ripieno di Salame, 'nduja e scamorza affumicata

  • 100 gr di scamorza affumicata
  • 1 cucchiaino di 'nduja
  • 50 gr di salame Napoli

Preparazione


Lessare le patate in acqua fredda. Una volta cotte, sbucciarle e schiacciarle (ancora calde) con uno schiacciapatate. Unire sale, pepe, parmigiano, l'uovo e se necessario un goccino di latte. Amalgamare per bene, aggiustare di sale.
Riempire per metà un coppapasta a forma di cerchio, unire il ripieno, in uno alterniamo mortadella e mozzarella a fettine, nell'altro 'nduja, salame a fatte e scamorza affumicata.
Coprire ognuno dei due gateau con altro composto di patate, schiacciare bene compattando con il dorso di un cucchiaio.
Spolverizzare la superficie con abbondante pangrattato e un pò di parmigiano grattugiato, aggiungere qualche fiocchetto di burro.
Sformare dai coppapasta ed infornare in una teglia a 200 °C fino a gratinatura.

Servire accompagnati da insalatina fresca.





Tempo: 30 min Servizio per: 2 persone Complessità: Facile
 

La pizza di scarole è un lievitato salato tipico della tradizione gastronomica campana realizzata con l'impasto base della pizza e ripiena di scarole insaporite con olive, capperi e chi vuole anche acciughe, pinoli ed uvetta, personalmente li ometto.

La pizza di scarola, tradizionalmente, era uno dei piatti presenti sulle tavole napoletane della vigilia di Natale, giorno in cui nelle case si mangiava "magro" per prepararsi al banchetto del giorno successivo. Oggi viene preparata in moltissime occasioni. 
Questa pizza mi rimanda indietro nel tempo, quando nelle fredde sere invernali, a casa,  mia mamma insegnava a me e alle mie sorelle come prepararla, era sempre un divertimento.
Mi capita spesso di prepararla ed ogni volta è sempre più buona!!!

Ingredienti


  • 600 gr di farina
  • 320 gr di acqua tiepida
  • 50 gr di olio
  • 25 gr di lievito di birra
  • 10 gr di zucchero
  • 10 gr di sale

X il Ripieno

  • 2 cespi di scarole medi
  • 150 gr di olive nere
  • 1 spicchio di aglio
  • peperoncino
  • una manciata di capperi di Pantelleria
  • olio evo
  • sale q.b

Preparazione


Preparare l'impasto nella miniera classica. 
Io uso un'impastatrice, unisco farina, acqua tiepida, olio, lievito, zucchero e sale, faccio andare fino a quando la pasta non sarà ben incordata. 
Lasciare lievitare al coperto in un ambiente caldo per almeno 2 ore, comunque fino a quando non sarà triplicato di volume. 
Nel frattempo preparare il ripieno. 
Pulire e sciacquare sotto acqua corrente le scarole, sbollentarle in poca acqua salata per massimo 10 minuti, scolare e strizzarle con le mani. 
Disporre in una ampia padella un generoso filo d'olio, lo spicchio d'aglio (che elimineremo a fine cottura), il peperoncino, le olive snocciolate e i capperi dissalati in precedenza. 
Aggiungere le scarole e lasciamo andare a fiamma bassa, senza coperchio fino a quando non si saranno asciugate.

A fine lievitazione, dividere la pasta in due parti uguali.
Stendere una parte e sistemarla in una teglia grande (io uso la leccarda da forno)unire il ripieno di scarole, olive e capperi. 
Se vi piace potete aggiungere qualche pomodorino fresco a pezzetti, ma è facoltativo. 
Coprire con il restante impasto steso fino a coprire per bene tutta la teglia. 
Arricciare i bordi e con l'ausilio di una forchetta bucherellare tutta la superficie in modo da evitare la formazione di bolle.

Cuocere in forno caldo per 20 minuti (a seconda del forno)a 180°C.

Tempo: 3 ore Servizio per: 6 persone Complessità: Facile

martedì 17 dicembre 2013


Questi cuoricini sono davvero soffici, ideali per la colazione, la merenda o semplicemente per il classico dopo cena, che in casa mia non manca mai!

Sono estremamente leggeri, grazie alla farina di riso e all'assenza di zucchero e poi la delicatezza dei frutti di bosco è davvero sorprendente. 
Il profumo che emanano durante la cottura è inebriante, restano morbidi anche nei giorni seguenti quindi fatene una scorta!

Ingredienti


  • 100 gr di burro
  • 100 gr di zucchero
  • 80 gr di farina di riso
  • 2 uova
  • mezza bustina di lievito per dolci
  • 30 gr di gocce di frutti di bosco
  • zucchero a velo

Preparazione


Amalgamare lo zucchero con le uova, fino ad ottenere un composto chiaro, aggiungere il burro leggermente ammorbidito (io lo metto 20 secondi nel microonde) ed infine la farina di riso insieme al lievito. 

Una volta ottenuto un impasto omogeneo unire le gocce di frutti di bosco. Porre l'impasto in stampini a forma di cuore (ovviamente andrà bene qualsiasi altra forma) cuocere a 175 °C in forno per circa 15 minuti. 

Sfornare e quando saranno freddi spolverizzare con zucchero a velo.


Tempo: 30 min Servizio per: 6 persone Complessità: Facile

lunedì 16 dicembre 2013

Pur essendo un dolce tipico di tradizione anglosassone, l’omino pan di zenzero ha acquistato negli ultimi anni sempre più fama anche in Italia, grazie forse al simpaticissimo  Shrek entrando nell’immaginario comune come il biscotto di Natale per eccellenza.

Le origini degli omini pan di zenzero sono abbastanza misteriose, si narra che una nonnina decide di preparare il suo biscotto pan di zenzero a forma di omino ma quando il dolce è ormai cotto la vecchina dal forno udì una vocina: 
"che caldo fa qui fammi uscire, fammi uscire". 

Non appena la nonnina aprì il forno, l'omino salto fuori, scappò via dalla cucina e corse via e dopo essere riuscito a sfuggire alle mandibole di svariati animali affamati finisce con l'essere mangiato...termina così tragicamente la triste storia del nostro amico. 
Il pan di zenzero detto anche gingerbread è un impasto a base di spezie tra cui cannella e zenzero e lo si utilizza anche per confezionare casette ed altri soggetti natalizi.

Si decorano con glassa colorata, rendendoli cosi ancora più simpatici ed infine si appendono all'albero di Natale, io insieme alle mie colleghe abbiamo fatto a gara a chi ne divorava di più....poveri omini!!!!


Ingredienti


  • 180 gr di zucchero di canna grezzo
  • 55 gr di zucchero semolato
  • 180 gr di burro
  • 5 gr di cannella in polvere
  • 12 gr di zenzero in polvere
  • 45 gr di uova
  • 12,5 gr di latte intero
  • 360 gr di farina 360 W (farina Manitoba)
  • 5 gr di lievito per dolci
  • 1 gr di sale

GHIACCIA REALE (x decorare)

  • 75 gr di zucchero a velo
  • qualche goccia di limone
  • 15 gr di albume
  • colorante alimentare q.b

Preparazione


Nell'impastatrice lavorare il burro morbido per qualche minuto. 
Unire i due tipi di zucchero, la cannella, lo zenzero e il sale. Unire poi a filo le uova e il latte. Lasciare impastare. Completare con la farina setacciata insieme al lievito. 

Trasferire l'impasto in frigorifero schiacciato tra due fogli di carta da forno, lasciare riposare per almeno 2 ore.
Trascorso il tempo di riposo, lavorare con le mani, poi allargare la pasta con il mattarello infarinando bene sia la base che la superficie. Arrivare ad uno spessore di 3-4 mm. 

Coppare formando i biscotti e sisitemarli su una teglia rivestita da carta da forno. Prima di infornare mettere le teglie in frigorifero per 15 minuti, in modo da stabilizzare la forma. 


Cuocere in forno, già caldo, a 170°C per circa 15 minuti (a seconda del forno).
Far raffreddare su una gratella per dolci. Intanto preparare la ghiaccia reale, che ci servirà per decorare i nostri biscottini. 
Porre l'albume in una ciotola insieme a qualche goccia di limone, affinchè gli albumi montino meglio, azionare le fruste e quando l’albume sarà ben montato versare nella ciotola poco alla volta lo zucchero a velo ben setacciato.

Continuare a lavorare la glassa con le fruste fino a che lo zucchero a velo sarà completamente amalgamato.

Dividere la ghiaccia in contenitori diversi a seconda di quanti colori si vogliono utilizzare.
Usare coloranti in polvere o gel. Guarnire a piacere.


Sono cosi belli che quasi dispiace mangiarli!!!












Tempo: 1 ora
Servizio per: 10 persone  Complessità: Facile









Adoro questo formato di pasta, le dimensioni e la porosità li rendono unici al palato.

Di origine partenopea, in dialetto pacchero significa schiaffo perciò vengono chiamati anche schiaffoni. 

Questo formato di pasta fa si che una volta intrisi di sugo o condimento e versati nei piatti emettono un particolare suono che somiglia ad uno schiaffo.

Un tempo era considerata la pasta dei poveri perchè essendo grandi ne bastavano pochi per riempire il piatto attualmente sono considerati un formato d'elite a cui bene si abbinano svariati condimenti dai sughi di pesce o di carne o anche essere farciti e gratinati al forno.

Questa volta li ho abbinati ad una freschissima crema di zucchine e limone condito con tonno in filetti.

Provateli sono ottimi!!!!

Ingredienti


  • 280 gr di paccheri di Gragnano
  • 1 limone non trattato
  • erba cipollina
  • 1 zucchina tonda
  • 100 gr di tonno in filetti (di ottima qualità)
  • prezzemolo tritato
  • sale e pepe q.b
  • 2 cucchiaini di formaggio spalmabile

Preparazione


Tagliare le zucchine a fettine piccole, saltarle in padella con un filo d'olio evo e qualche filo di erba cipollina, a fiamma vivace e senza coperchio. 
Salare e pepare a piacere. A fine cottura trasferire metà delle zucchine in una ciotola e frullarle con un filo d'olio, qualche scorza di limone e il formaggio spalmabile. 

Nella padella dove sono rimaste le altre zucchine unire i filetti di tonno, le scorze tagliate finemente e il succo di mezzo limone. Aggiungere un pò di prezzemolo tritato.

Lessare i paccheri in abbondante acqua salata, aggiungendo all'acqua di cottura un filo d'olio, servirà a non fare attaccare e rompere i paccheri. 

Impiattare sistemando a specchio la crema di zucchine, adagiare sopra i paccheri e qualche altra scorzetta di limone.

Tempo: 30 min Servizio per: 2 persone Complessità: Facile

domenica 15 dicembre 2013



Questa ricetta mi frullava in testa da un bel pò, ed oggi tra una ricetta e l'altra ho deciso di provarla!

In realtà, la mia, è una ricetta come sempre molto personale, nel senso che cerco di mettere insieme gli ingredienti che più mi piacciono escludendo quelli meno graditi come l'uva sultanina che nonostante ben si abbini alla scarola io preferisco assaporarli in sedi separate!
Credo davvero che sia perfetto l'abbinamento calamaro/scarola, che con il suo retrogusto un pò amarognolo ben contrasta la dolcezza del calamaro.

Scarola, olive nere, provola affumicata....calamari.....richiamano in me i sapori tipici della mia terra....ed è stato proprio ciò che mi sono detta dopo aver cucinato questo piatto....sono troppo napoletana!!!!!!!!


Ingredienti


  • 1 calamaro molto grande o 2 medi
  • 1 cespo di scarola
  • 100 gr di olive nere denocciolate
  • una manciata di capperi di Pantelleria
  • 3 cucchiai di pan grattato
  • 2 alici sott'olio
  • aglio
  • peperoncino
  • sale q.b
  • mezzo bicchiere di vino bianco
  • olio evo
  • 50 gr di provola affumicata secca

X la Vellutata di Pomodoro

  • 1 latta di pomodorini di ottima qualità
  • aglio
  • sale q.b
  • peperoncino
  • olio evo

Preparazione


Cominciamo dal ripieno: lavare la scarola e sbollentarla in pochissima acqua salata per non più di 5 minuti. 

Nel frattempo preparare la vellutata di pomodoro, semplicemente cuocendo i pomodorini pelati con un filo d'olio, aglio (che a fine cottura elimineremo) e peperoncino. Salare e proseguire la cottura. 
Una volta pronto frulliamo il tutto con un frullatore ad immersione e mettere da parte. 
In una padella unire un abbondante filo d'olio evo, uno spicchio d'aglio, un pò di peperoncino (se piace), le olive denocciolate a pezzetti, i capperi (precedentemente dissalati), le alici, i tentacoli e le alette del calamaro tagliati finemente e le scarole ben strizzate. 
Aggiustare di sale, se necessario e lasciare asciugare il tutto a fiamma bassa sul fuoco, per circa 10 minuti. 
Traferire il tutto in una ampia ciotola, aggiungere il pan grattato, la provola tagliata a pezzetti molto piccoli ed ancora un generoso filo d'olio, mescolare il tutto. 
Procedere con il riempimento del calamaro, precedentemente pulito (a me ci pensa il pescivendolo), aiutandosi con un cucchiaio ed una pinza che servirà a spingere il ripieno fino in fondo. Terminata l'operazione farcitura procedere con la chiusura, servendosi di 2 stuzzicadenti. 
In una padella unire un filo d'olio evo e lasciar cuocere il calamaro per circa 20 minuti, rigirandolo di tanto in tanto. A metà cottura sfumare con vino bianco e proseguire la cottura con il coperchio. 
A cottura ultimata, spegnere la fiamma e lasciare intiepidite prima di tagliarlo a fette, risulterà più facile non sbagliare il taglio. 
Adagiare in un piatto da portata la vellutata al pomodoro a specchio, al di sopra il calamaro tagliato a fette. 

 Buon appetito!!!!!!!!








Tempo: 1 ora Servizio per: 2 persone Complessità: Facile

sabato 14 dicembre 2013


Il Sartù di riso è il piatto principe della cucina partenopea, un'armonia di sapori in perfetta sintonia tra loro.

L'origine di questo nome è di derivazione francese, surtout, che i napoletani trasformarono, poi, in sartù.

La storia narra che nelle case dei nobili napoletani che risiedevano al centro storico i cuochi, napoletani e francesi, ogni giorno entravano in sfida per presentare piatti originali ai Signori e poichè il riso era molto più amato dai francesi, i cuochi napoletani non erano soliti guardare questi piatti a base di riso senza metterci una nota personalissima.

Da qui la nascita di questo piatto, la versione originale prevede uova, mozzarella, piselli, parmigiano, polpettine di carne, ragù di maiale e salsiccia insomma il mondo intero è nel sartù.

Decisamente troppo pesante per i miei gusti, ho voluto rivisitarlo mantenendo di base ingredienti tipici della gastronomia napoletana come il pomodoro San marzano e la mozzarella di bufala.

Questo piatto si può preparare anche in largo anticipo ed è decisamente  più buono il giorno dopo!!!

Ingredienti


  • 200 gr di riso
  • 1 latta di pomodori pelati San Marzano
  • 200 gr di mozzarella di bufala doc
  • pesto al basilico
  • qualche foglia di basilico
  • 50 gr di parmigiano grattugiato
  • 1 spicchio di aglio
  • sale q.b
  • pan grattato q.b
  • olio evo

Preparazione


Cuocere il riso in abbondante acqua salata, scolandolo ancora al dente, finirà di cuocere in forno. 
A parte in una padella soffriggere l'aglio con un filo d'olio evo, eliminare l'aglio ed aggiungere i pomodori San Marzano e il basilico, salare e coprire con un coperchio fino a cottura ultimata. 

In una ciotola mescolare il riso al dente con il pomodoro, 2 o 3 cucchiai di pesto al basilico, il parmigiano e la mozzarella di bufala a pezzetti. 

Sistemare il tutto in un'unica teglia o in due teglie monoporzione, spolverare la superficie con pan grattato e parmigiano. 

Infornare fino a doratura a 180 °C.



Tempo: 1 ora Servizio per: 2 persone Complessità: Facile

Oggi è la volta di un classico intramontabile...i tomini alla piastra!

Questo formaggio, tipico del Piemonte, dalla crosta sottile e bianca racchiude all'interno un cuore cremoso leggermente elastico e una volta riscaldati si trasformano, l'interno diventa completamente sciolto quasi liquido mentre la crosta assume un colore dorato.

Avendo un sapore abbastanza neutro si abbinano facilmente a diversi ingredienti, io ho scelto i piselli e la salsiccia.

E' una ricetta velocissima, dell'ultimo minuto, ecco perchè nel mio frigo non mancano mai!!!!


Ingredienti


  • 2 tomini
  • 200 gr di piselli
  • 2 pezzi di salsiccia piccoli
  • 2 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • olio evo
  • 3 cucchiai di latte
  • sale q.b
  • paprika in polvere
  • rosmarino fresco
  • 2 pomodorini
  • rosmarino
  • scalogno

Preparazione


Preparare prima di tutto la crema di piselli. 

Cuocere i piselli normalmente, io ho usato dei piselli congelati, cotti in una padella con un filo di olio evo, sale e un pò di scalogno, che a fine cottura elimino. 
Passarli al mixer (o frullatore ad immersione) con un filo di olio evo, il parmigiano e il latte fino ad ottenere una purea.

Su un foglio di carta forno sistemare i due pomodorini con un filo d'olio e sale, cuocere in forno per 10 minuti sotto il grill a 200 gradi (ci serviranno da decorazione). 

In un'altra padella cuocere, senza olio, la salsiccia sbriciolata. 

Su una piastra rovente, priva di olio, grigliare i tomini da entrambi i lati per qualche minuto, inizialmente a fiamma alta poi per 2 minuti a fiamma bassa. 

In un piatto da portata sistemare i tomini ancora caldi, al di sopra la crema di piselli ed in cima il pomodorino croccante. 

Distribuire sopra e ai lati la salsiccia, qualche ago di rosmarino, un filo d'olio ed un pizzico di paprika.


Tempo: 15 min Servizio per: 2 persone Complessità: Facile

Questa torta sembra esser nata per errore!

Si narra che negli anni '20 un cuoco caprese Di Fiore avrebbe dimenticato di mettere la farina in una torta di mandorle preparata per tre malavitosi americani giunti a Capri per acquistare una partita di ghette  per Al Capone.

Un errore imperdonabile ma dopo la cottura si rivelò una prelibatezza che tutti noi ad oggi ancora conosciamo.

La Torta Caprese, è diffusa oltre che a Capri anche nella Penisola Sorrentina e in Costiera Amalfitana. 

Il nome ne richiama inevitabilmente le radici, ma anche gli ingredienti e il metodo di lavorazione fanno riassaporare la tradizione della cucina popolare, semplice, povera, a base di ingredienti locali e genuini.

Vorrei ricordare peró che la caprese é, secondo la tradizione locale, una torta di cioccolata e mandorle, croccante fuori e morbida dentro, bassa e  dannatamente calorica.

Ottima anche per i celiaci in quanto completamente priva di farina.
Esiste anche un'altra versione in Campania altrettanto gustosa..la Caprese al Limone esaltando il profumo di un altro ingrediente locale...i limoni!!!

Vi consiglio vivamente di provare questa ricetta, io ho perso il conto delle volte in cui l'ha fatta, e tutti ma proprio tutti anche i meno golosi se ne sono innamorati!!!!


Ingredienti


  • 150 gr di cioccolato fondente (di ottima qualità)
  • 200 gr di burro
  • 200 gr di zucchero semolato
  • 5 uova
  • 75 gr di cacao amaro
  • 150 gr di mandorle tritate + circa 20 lamelle di mandorle
  • 1 o 2 cucchiaini di lievito per dolci
  • qualche goccia de essenza di mandorla
  • 1 cucchiaio di amido di mais
  • zucchero a velo
  • pizzico di sale
  • pochissima nutella

Preparazione


Sciogliere a bagnomaria il cioccolato a pezzetti e il burro. 

Togliere dal fuoco e lasciar intiepidire. Una volta tiepido aggiungere poco alla volta lo zucchero semolato, il cacao e le mandorle tritate. 
Aggiungere, ora, i tuorli uno alla volta, mescolando fino al completo assorbimento. 
Unire qualche goccia di essenza di mandorla, l'amido di mais e il lievito. 
Separatamente montare a neve gli albumi con un pizzico di sale, ed unirli all'impasto, mescolando con un cucchiaio di legno delicatamente dall'alto verso il basso per non smontare gli albumi. 
Il composto deve risultare abbastanza sodo, trasferirlo in una teglia imburrata ed infarinata dal diametro di circa 24 cm. 
Infornare per 40 minuti a 170 gradi.

Attenzione è di fondamentale importanza per la buona riuscita di questo dolce monitorare la cottura. 
Ogni forno è diverso (per il mio forno sono sufficienti 30 minuti), per cui risulta davvero molto utile la prova stecchino, che non dovrà mai risultare asciutto una volta estratto dal dolce, ma leggermente sporco di cioccolato proprio perchè la particolarità delle caprese è il cuore umido. 
Una volta sfornata e raffreddata, sformarla e procedere con la decorazione. 
Io preparo la scritta "caprese" con un foglio di carta ritagliandone la scritta, poggiarla sulla torta e spolverizzare con zucchero a velo. 
Con un gesto molto rapido ed aiutandosi magari con due stuzzicadenti tirar via la scritta.
Per renderla ancora più personale e carina mi piace contornare l'intera torta con lamelle di mandorle, attaccandole una ad una con un puntino di nutella.

Buonaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!



Tempo: 1 ora Servizio per: 10 persone  Complessità: Media

venerdì 13 dicembre 2013



Oggi i protagonisti sono i cosiddetti antenati degli spaghetti....i PICI!

I pici racchiudono il profumo e il sapore delle campagne senesi e, a differenza degli spaghetti sono grossolani ed irregolari con un diametro maggiore, di circa 3 millimetri.
 Questa pasta ha sempre successo per la sorprendente consistenza che mantiene dopo la cottura e per la grande capacità di presa ai sughi, grazie al suo aspetto rugoso ed irregolare.
Generalmente si abbinano ai ragù toscani, al cinghiale, ai porcini e al classico aglione. 

Dopo un weekend, straordinario trascorso nella meravigliosa Val d'Orcia, non potevo tornare a casa senza un ricordino e cosa meglio dei pici?
Dato che non amo molto l'aglione e derivati  ho voluto provare, come sempre, abbinamenti poco abituali....broccolo dal sapore deciso e gamberi dal sapore delicato....anche stavolta è andata benissimo......ottimi davvero!!!!!!

Ingredienti


  • 250 gr di Pici
  • 1 broccolo verde
  • 300 gr di gamberi freschi
  • vino bianco
  • olio evo
  • sale q.b
  • peperoncino
  • 1aglio

Preparazione


In una ampia pentola lessare in acqua salata il broccolo tagliato a pezzettini, quando risulterà abbastanza morbido scolarli ma  conservare l'acqua di cottura, ci servirà per cuocere la pasta.

Quindi nella stessa acqua di cottura del broccolo caliamo i pici. 
Nel frattempo con l'aiuto di un frullatore ad immersione frullare il broccolo lesso con un pò d'acqua di cottura, un filo d'olio,aggiustare di sale fino ad ottenere una specie di vellutata.

Nel frattempo, in un'ampia padella fare soffriggere l'aglio ed il peperoncino con un filo d'olio, unire i gamberi, sfumare con un goccio di vino bianco. Cuocere pochissimo i gamberi, lasciare evaporare salare il vino, salare.

Sgusciare la maggior parte dei gamberi, lasciandone qualcuno intero. Nella stessa padella uniamo ai gamberi la vellutata di broccolo.
Scolare la pasta ed unirla al condimento.

Impiattare, ponendo su ogni porzione un gambero intero.


Tempo: 1 ora Servizio per: 2 persone Complessità: Facile