domenica 23 marzo 2014













Oggi vi propongo un piatto che ha come alimento predominante il carciofo; si può dire che sono cresciuta a pane e carciofi, visto che nella mia famiglia ne divoriamo in quantità industriali, cucinati in tutte le salse: trifolati, al vapore, fritti o arrostiti. 
Personalmente ho una certa passione per la versione arrostita, una vera prelibatezza, che può costituire un antipasto o un contorno per un secondo di carne o pesce. 
Lo si trova con una certa frequenza sulle tavole delle famiglie del centro e sud Italia nel periodo di Pasqua. Gli ingredienti sono pochissimi, la particolarità della ricetta consiste nella cottura del carciofo attraverso il calore dei carboni ardenti.
Le proprietà medicinali dei carciofi sono conosciute da tempo antichissimo, apprezzati dai Greci e dagli Egizi. 
La pianta del carciofo ha un fusto eretto che può raggiungere un metro d'altezza, i frutti possono essere con spine, senza spine e di piccolo formato. 
Le qualità più apprezzate sono: i romani, di Chioggia, campani e sardi.
Il carciofo è un alimento tonico e digestivo, contiene ferro ed ha ottime proprietà epato-protettrici e contribuisce ad abbassare i livelli di colesterolo. Anche il Cardo Mariano, precursore del carciofo, è utilizzato allo stesso scopo.
In questa ricetta li ho abbinati a straccetti di carne di maiale saltati in padella, aromatizzati alla salvia e ad un crumble di Pane Pema croccantissimo, l’integrale per eccellenza, che con le sue proprietà conferisce al piatto il giusto equilibrio tra carboidrati, proteine e fibre.

Ingredienti


  • 2 carciofi arrostiti
  • 2 fette di prosciutto di maiale
  • farina di semola q.b
  • olio evo q.b
  • sale e pepe q.b
  • salvia q.b
  • 2 fette di Pane Pema
  • 1 spicchio d'aglio
Preparazione

Procurasi dei carciofi arrostiti, o prepararli da se, dopo averli lavati e riempiti nel centro con olio, sale, pepe e prezzemolo, lasciandoli cuocere per 40/50 min su una brace di carboni ardenti. 
In alternativa si possono utilizzare anche carciofi preparati allo stesso modo ma cotti in pentola, al vapore. 
Dalle mie parti si vendono già pronti, infatti in questo periodo lungo le strade si trovano donne che con barbeque portatili cuociono chili e chili di carciofi. 
In una ampia padella rosolare in un filo d'olio evo e con uno spicchio d'aglio (che poi elimineremo) il prosciutto di maiale tagliato a pezzetti ed infarinati con semola che conferirà alla carne croccantezza. 
Lasciar cuocere a fiamma media con coperchio, salare e pepare. In un'altra padellina abbrustolire in un filo d'olio evo il Pane Pema tagliato a cubetti molto piccoli in modo da renderlo croccante ed ottenere un crumble, salare e pepare. 
Comporre il piatto posizionato il carciofo aperto come se fosse un fiore, adagiare qualche straccetto di carne di maiale, salvia e il crumble di Pane Pema.




Tempo: 15 min Servizio per: 2 persone Complessità: Facile

sabato 22 marzo 2014



















I panzerotti, detti anche calzoni, sono delle squisite frittelle di pasta lievitata (ed anche in questo caso il lievito madre fa la differenza) a forma di mezzaluna, fritte,  che cuocendo si rigonfiano prendendo la forma simile ad una pancia (panza).
I panzerotti sono diffusi in tutto il Sud Italia, dal Lazio alla Sicilia, ma i migliori si preparano in Campania e in Puglia: nei paesi di queste regioni sono un cibo da strada, fritto al momento dalle numerose rosticcerie per colmare un buco nello stomaco a qualsiasi ora!
Si narra che questo piatto abbia avuto origine in Puglia, dove la popolazione povera usava formare delle mezzelune con le rimanenze del pane che poi venivano accompagnate da pomodoro e formaggio.
Il ripieno di base, solitamente pomodoro e mozzarella, può essere arricchito con numerose aggiunte come olive, acciughe, verdure o salumi, e può anche essere cotto in forno, per renderlo più leggero! 
Io, infatti, non mi sono fatta mancare niente e per il nostro sabato sera ho optato per due ripieni e due tipi di cotture: il classico pomodoro e mozzarella e il napoletanissimo salsiccia, scamorza e friarielli ....l’apoteosi del gusto!!!
Non fateveli scappare perchè oltre ad essere buonissimi sono anche abbastanza veloci!!!!

Ingredienti


X 10 panzerotti ( o calzoni)

  • 110 gr di lievito madre rinfrescato
  • 200 gr di farina 00
  • 200 gr di semola rimacinata di grano duro
  • 250 gr di acqua
  • 30 gr di olio evo
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 1 cucchiaino di sale
  • olio di semi di girasole (x friggere)

X la FARCITURA

  • 1 mozzarella grande
  • friarielli cotti (o cime di rapa) q.b
  • salsiccia secca q.b
  • passata al pomodoro q.b
  • sale e pepe q.b
  • 1 spicchio d'aglio
  • olio evo q.b

Preparazione


Ho preparato l'impasto con l'aiuto di una impastatrice: versare all'interno le due farine setacciate, il sale e lo zucchero, miscelare il tutto per qualche secondo. In una ciotola, a parte, sciogliere il lievito madre precedentemente rinfrescato con circa 150 gr di acqua, mescolare bene con una forchetta e lasciar riposare per 10 minuti. Trascorso questo tempo unire il lievito madre sciolto con l'acqua al mix di farine dell’impastatrice, aggiungere il resto dell’acqua tiepida e l’olio evo. Lavorare il tutto per circa 10 minuti, deve formarsi un impasto liscio, elastico ed omogeneo. In una ciotola capiente leggermente oleata, adagiare l’impasto e lasciar lievitare con pellicola per 8-9 ore in un luogo tiepido e lontano da correnti d’aria. A lievitazione ultimata ricavare dall'impasto tanti pezzi a quali daremo la forma di pallina (ne verranno fuori circa 10). 
Con un mattarello formare da ogni pallina dei dischi di pasta spessi circa 0.5 cm.
Per la farcitura, preparare il sugo al pomodoro nella maniera classica e cuocere i friarielli in una padella con uno spicchio d'aglio, sale e pepe. 
Tagliare a cubetti piccoli la mozzarella, la salsiccia secca e la scamorza affumicata. 
Disporre al centro di ogni disco di pasta un cucchiaio di ripieno, per esempio io ne ho preparato metà con pomodoro e mozzarella e metà con friarielli, salsiccia e mix scamorza/mozzarella; chiudere a mezza luna e sigillare per bene i bordi, rifinire passando la rotella tagliapasta che eliminerà le sbavature di pasta che si sono create nella chiusura. 





















Friggere i panzerotti  in olio bollente per pochi minuti  fino a doratura completa. Una volta pronti sgocciolarli su carta assorbente e servire subito sono ottimi caldi (attenzione si rischio l'ustione!!). Le varianti per il ripieno sono infinite, sbizzaritevi come meglio credete.





Tempo: 10 ore Servizio per: 4 persone Complessità: Facile

venerdì 21 marzo 2014

Vassoio, ciotola e posate Ecobioshopping


Vassoio, ciotola e posate Ecobioshopping











Il couscous  (cuscus oppure kuskusu) è l'alimento simbolo per eccellenza della gastronomia nordafricana. 
Nasce probabilmente con i «berberi», il popolo autoctono delle montagne e delle valli del Nordafrica degli imazighen. Con i cereali che coltivavano (frumento, orzo, miglio e sorgo) preparavano delle pappe con acqua o latte. 
Il couscous, chiamato dalle popolazioni berbere in diversi modi, rappresenta uno sviluppo dell'arte culinaria dei berberi che nei secoli si è affermato come elemento caratteristico delle abitudini alimentari di gran parte dei popoli del Nord Africa.
Nella classifica mondiale dei cibi più consumati al mondo risulta essere al quarto posto. 
E' costituito da granelli di semola di grano duro di grandezza millimetrica, cotti al vapore. Naturalmente ricco di carboidrati e amido, apporta una buona quantità di proteine, ferro, potassio e calcio; essendo poverissimo di grassi e considerando la cottura al vapore, è consigliato per regimi dietetici ipocalorici.
Tradizionalmente il cous cous veniva cotto a vapore due o tre volte nelle couscoussiere, pentole che consentono di cuocere nella parte bassa il condimento (a base di verdure, carne, pesce, ecc.) e nella parte alta il cous cous, che viene cotto con i vapori aromatici del condimento sottostante.
Oggi quello che si trova in vendita nei supermercati occidentali è solitamente un prodotto industriale precotto, ossia passato al vapore una prima volta e poi essiccato. In questo modo si ha un cous cous rapido e facile da preparare nel giro di pochi minuti: per consumarlo è sufficiente re-idratarlo con acqua o brodo bollente e lasciarlo riposare per qualche minuto.
Le ricette con il cous cous sono tantissime e sempre buone. Si va da quelle più tradizionali a base di verdure, carne o pesce a quelle più innovative dove il cous cous trova forma di crocchette o gnocchetti, fino ai dolci. 
Io ho arricchito la mia ricetta con verdure varie, calamari e gamberetti; nell’insieme è risultato molto gradevole, leggero e grazie alla freschezza delle erbe aromatiche ancor più appetitoso. 

Ingredienti


  • 250 gr di cous cous Cerreto Bio
  • 270 gr si acqua
  • sale e olio evo q.b
  • 2 noci di burro
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 zucchina grande
  • 2 carote medie
  • 1/2 latta di piselli
  • 2 pomodori grandi
  • 1 calamaro grande
  • 150 gr di gamebretti
  • prezzemolo q.b
  • menta q.b
  • salvia q.b
  • rucola q.b

Preparazione


In una ampia padella rosolare l'aglio con un filo d'olio, non appena soffriggerà eliminarlo ed aggiungere le carote tagliate a pezzetti molto piccoli, lasciar andare a fiamma medio-alta per 10 minuti. 
Aggiungere le zucchine tagliate allo stesso modo, salare e cuocere per altri 10 minuti; unire i piselli (precotti) ed insaporire per un paio di minuti. 
In un pentolino sbollentare il calamaro tagliato a listarelle fini per max 10-15 minuti. Scolare e salare leggermente. Allo stesso modo procedere con in gamberetti, e dopo averli lessati lasciarli raffreddare. 
Ora prepariamo il cous cous, portando a bollore l'acqua aggiungere il sale e versare il cous cous a pioggia, unire 2 cucchiai di olio mescolare e spegnere il fuoco. 
Livellare bene il cous cous con un cucchiaio e lasciar riposare 2 minuti con coperchio in modo che la semola assorba l'acqua. 
Trascorso il tempo necessario, aggiungere due noci di burro, fare cuocere dolcemente per altri 2 minuti, poi spegnere il fuoco e, servendovi di una forchetta, sgranare bene il cous cous
Ora in una ciotola molto capiente aggiungere al cous cous le carote, le zucchine ed i piselli cotti in precedenza, i pomodori tagliati a cubetti, i calamari ed i gamberetti. Unire le erbe aromatiche e la rucola tritata finemente; condire con un abbondante filo d'olio evo e se è il caso aggiustare di sale. 
Servire ben freddo.

Vassoio, ciotola e posate Ecobioshopping


Tempo: 30 minuti  Servizio per: 4 persone Complessità: Facile

giovedì 20 marzo 2014












Dato che la Pasqua è ormai alle porte e la primavera è già arrivata (non vedevo l’ora!!) vi propongo un dolce assolutamente primaverile... il tiramisù alle fragole  e limoncello, più leggero e veloce da preparare rispetto alla ricetta tradizionale del tiramisù e che a mio parere si abbina meglio alla stagione fredda.
Come base ho utilizzato un classico dolce pasquale ... la colomba alla Panna & Fragola Melegatti, che è davvero una squisitissima novità  con crema alla panna e profumata bagna al succo di fragola. Nell’insieme con l’aggiunta di fragole e limoncello si ottiene un dessert molto gradevole, fresco e delicato ideale per la stagione calda.

Ingredienti


  • Colomba Melegatti Panna & Fragola
  • 1/2 bicchierino da caffè di Limoncello
  • 1/2 bicchierino da caffè di latte
  • 250 gr di mascarpone
  • 1 tuorlo
  • 4 cucchiai di zucchero
  • 200 gr di fragole

Preparazione


Preparare la crema al mascarpone: montare il tuorlo con lo zucchero, fino ad ottenere un composto spumoso. 
Unire il mascarpone amalgamando per bene. 
Sistemare in una teglia le fette di  colomba Melegatti panna & fragola, tagliate abbastanza fini, bagnare con il latte e limoncello (per queste dosi ho utilizzato poco più di mezza colomba).


Coprire con la crema al mascarpone e una dadolata di fragole (precedentemente tagliate a pezzetti piccoli e lasciate macerare per 15 minuti con un cucchiaio di zucchero e un pò di limoncello). 
Procedere allo stesso modo con un altro strato di colomba, crema al mascarpone e fragole. Servire il tiramisù freddo.





Tempo: 30 minuti Servizio per: 6-8 persone Complessità: Facile

mercoledì 19 marzo 2014

Le zeppole di San Giuseppe sono un dolce tipico della cucina italiana (per lo più meridionale) e derivano da una tradizione antica risalente addirittura all’epoca romana. Sono due le leggende principali che si tramandano: secondo la tradizione dell’epoca romana, dopo la fuga in Egitto con Maria e Gesù, San Giuseppe dovette vendere frittelle per poter mantenere la famiglia in terra straniera. 
Proprio per questo motivo, le zeppole divennero i dolci tipici della festa del papà, preparati per festeggiare e celebrare la figura di San Giuseppe da qui il nome Zeppole di San Giuseppe.
La seconda leggenda è legata alle "Liberalia" che venivano celebrate nell'antica Roma il 17 marzo, feste in onore delle divinità del vino e del grano.
Per omaggiare Bacco e Sileno, precettore e compagno di gozzoviglie del dio, il vino scorreva a fiumi, e per ingraziarsi le divinità del grano si friggevano delle frittelle di frumento. 
Inoltre il 19 marzo si e’ sempre celebrata la fine dell’inverno (la primavera è ormai nell’aria): durante i cosiddetti “riti di purificazione agraria” venivano, e vengono tutt'ora, accesi in molti paesi del meridione dei grandi falò, e preparate grosse quantità di frittelle.
Le zeppole, nella loro ricetta originale non son altro che una pasta bignè fritta dal gusto neutro che fa da contenitore ad una crema pasticcera gustosissima, su cui si poggia una nota aspra come un`amarena sciroppata.
La prima ricetta pero’ la ritroviamo nel trattato di cucina di Ippolito Cavalcanti celebre gastronomo napoletano ed e’ del 1837.
Ogni città, provincia o regione ha ovviamente la sua variante delle zeppole ma l’elemento fondamentale che accomuna e contraddistingue questi dolci è che devono essere fritti in abbondante olio, proprio come tradizione vuole.
Negli ultimi anni, però, ha preso piede anche una variante al forno delle zeppole che risultano così essere un po’ più leggere e meno caloriche rispetto alle classiche fritte, ed io le prediligo assolutamente.
La zeppola, che in italiano (con ogni probabilità con derivazione dal napoletano) indica una ciambella o frittella dolce è presente nel lessico della parlata napoletana dove indica oltre che una tipica ciambella o frittella dolce (zeppola di san Giuseppe), anche una variante rustica (‘a zeppulella) ed estensivamente un particolare difetto di pronuncia, una sorta di balbuzie che impedisce di esprimersi correttamente e chiaramente (tené ‘a zeppula ‘mmocca= avere la zeppola in bocca, come chi parla masticando un pezzo di quella zeppola) dolce o rustica.
Il mio San Giuseppe da festeggiare è mio marito, che da buon meridionale non può assolutamente accettare un 19 marzo senza zeppole….e poi una zeppola virtuale la dedico anche al mio papà che anche se non potrò festeggiarlo di persona per la distanza che ci separa il mio pensiero c`è sempre…..auguri per la festa del papa`!



















Ingredienti

X la PASTA CHOUX (Ricetta MONTERSINO)

• 185 gr di acqua
• 165 gr di burro
• 175 gr di farina 00
• 25 gr di latte intero
• 270 gr di uova intere
• 2 gr di sale
• 1 pizzico di zucchero

X la CREMA PASTICCERA (Ricetta MONTERSINO)

• 800 gr di latte fresco intero
• 200 gr di panna fresca
• 300 gr di tuorli
• 300 gr di zucchero
• 35 gr di amido di mais
• 35 gr di amido di riso
• 1/2 bacca di vaniglia boubon

X la DECORAZIONE:

• amarene sciroppate q.b


Preparazione

X la PASTA CHOUX:

In una pentola dal fondo spesso portare ad ebollizione l`acqua, il burro tagliato a pezzetti, il sale e il pizzico di zucchero. Far sciogliere a fuoco medio, sfiorando l`ebollizione (il burro dovrà sciogliersi completamente). Versare la farina tutta in un colpo e mescolare molto velocemente; lasciar asciugare la pasta sul fuoco per un paio di minuti continuando a mescolare a fiamma bassa. Ora trasferire l`impasto in un`impastatrice e lasciar andare a velocita`bassa per 1-2 minuti in modo da raffreddare la pasta lentamente. 
A parte, in una ciotola sbattere leggermente le uova. Unire all`impasto il latte e a poco a poco le uova; procedere in successione, ovvero, solo quando le precedenti sono state assorbite aggiungerne altre. 
Alla fine si otterra`un impasto dalla consistenza simile ad una crema densa. Trasferire il composto in un sacca (io per le zeppole ho usato una bocchetta a stella, ma per i classici bigne`utilizzare una bocchetta liscia). 
Ungere le teglie con un filo d`olio ed asciugarle con carta assorbente. Attenzione a non utilizzare la carta forno in quanto impedirebbe ai bignè sollevarsi. 
Dare la forma desiderata a ciambelline per le zeppole o a bocconcini tondi per i classici bignè stanziandoli bene tra loro (cresceranno molto in cottura). Cuocere in forno statico, nella parte medio-alta per 15-18 minuti, a seconda del forno. 


A cottura ultimata, quando saranno gonfi e dorati spegnere il fuoco ed aprire lo sportello incastrandoci il manico di un cucchiaio di legno, in modo da far uscire l`umidità; dopo un paio di minuti estrarre la teglia dal forno lasciando i bignè ad asciugarsi. 
Prima di farcirli aspettare che siano completamente freddi.

X la CREMA PASTICCERA

A freddo montare i tuorli con lo zucchero (devono montare molto bene, dovranno incorporare aria) aggiungere l`amido di mais e di riso. Nel frattempo, in pentolino portare a bollore il latte e la panna fresca. Raggiunto il bollore, unire al latte e alla panna la montata di uova tutta di un colpo. Mescolare con una frusta e lasciar cuocere ancora per 1 minuto.


Raffreddarla velocemente a bagnomaria con acqua e ghiaccio o in freezer, dopo averla coperta a contatto con pellicola. 

Procedere con la farcitura, io avendo fatto la forma di zeppoline le ho riempite all`interno e un pochino in superficie. 
Ho decorato con amarene sciroppate e spolverizzato con zucchero a velo vanigliato Eridania.






Tempo: 2 oreServizio per: 10 personeComplessità: Facile

lunedì 17 marzo 2014

Alzatina Easy Life


Alzatina Easy Life












Questa ricetta nasce per onorare una persona divoratrice di meringhe fin dalla nascita, le mangerebbe in ogni momento, a tutte le ore ed in continuazione ... sto parlando di mia sorella Silvia che domenica è venuta a farmi visita! Non potevo non prepararle, soprattutto adesso che sta vivendo un periodo meraviglioso per la vita di una donna.... diventerà mamma e per me un altro nipotino/a. Yeeeeeeeee!!!

Quindi mi armo di pazienza e via.... dopo aver provato una prima ricetta andata decisamente male, non mi perdo di coraggio e vado sul sicuro. Ricomincio, quindi, tutto da capo...ma stavolta utilizzo una sua ricetta, sempre lui, lui che non sbaglia mai, parlo di Montersino ovviamente ed il risultato è stato strepitoso. 
La meringa francese è una preparazione dolce, spumosa, a base di albume d'uovo e zucchero. Ho preparato una variante alla vaniglia ed una ai lamponi, una più buona dell'altra.
Si conservano benissimo in contenitori di latta ermetici per diversi giorni; sono di facile esecuzione ma bisogna fare molta attenzione alla cottura. Prediligono una cottura lenta a temperatura bassa perchè più che cuocere devono asciugarsi e seccarsi. Più si aumenta la temperatura del forno, più la superficie della meringa rischia di screpolarsi e di ingiallirsi. 
Nella mia famiglia piacciono proprio a tutti....golosoni!!!

Ingredienti


  • 125 gr di albumi
  • 250 gr di zucchero semolato extrafine (Zefiro Eridania)
  • 1/2 baccello di vaniglia
  • una manciata di lamponi freschi

Preparazione


Montare gli albumi con 125 gr di zucchero semolato extrafine (perfetto è Zefiro di Eridania) fino ad ottenere una massa stabile, soda e ben stabile (ci vorranno circa 8-10 minuti). 
A fine montatura unire a mano mescolando dal basso verso l'alto il rimanente zucchero. Dividere il composto ottenuto in due ciotole; in una unire i semi interni del baccello di vaniglia nell'altro una manciata di lamponi che spezzetteremo amalgamandoli a mano alla montata di zucchero e albumi. 
Con l'aiuto di un sac à poche, su teglie rivestite di carta forno, creare dei ciuffetti partendo dalla montata alla vaniglia. Una volta terminata nello stesso sac à poche procedere allo stesso modo con il composto ai lamponi. Infornare per circa 3 ore a 90-100 gradi. 
Togliere dal forno e lasciar asciugare ancora per 2-3 ore, io le ho lasciate asciugare tutta una notte.

Alzatina Easy Life


Tempo: 3 ore Servizio per: 7-8 persone Complessità: Facile

domenica 16 marzo 2014












Da quando ho scoperto che con il lievito madre è possibile ottenere in casa prodotti prelibati, assolutamente privi di conservanti e sostanze poco raccomandabili la mia cucina è diventata un campo di battaglia.  
Soprattutto in questo weekend il mio forno non ha avuto un attimo di pace, e tra le tante prelibatezze questi morbidissimi burger buns la fanno da padrona.
Questi panini semidolci con semi di sesamo  identificano l’hamburger così come è conosciuto il tutto il mondo.
La nascita di questo panino , il bun, è incerta ma pare che fu Oscar Bilby di Tulsa, nel 1891 ad Oklahoma,  a servire il primo hamburger su un panino dolce preparato dalla moglie, e da allora questo pane è diventato ingrediente essenziale del vero hamburger. 
Oggi i burger buns sono diffusissimi, si trovano praticamente sugli scaffali di tutti i supermercati, ma prepararli in casa è  una grande soddisfazione sia personale che di gusto!
Il risultato è strepitoso: panini morbidissimi, che si mantengono morbidi per giorni e che anche se congelati e poi scongelati non perdono la loro morbidezza e fragranza.
Non lasciatevi scappare questa ricetta, una volta provata direte addio ai fast food!!!

Ingredienti


  • 120 gr lievito madre (solido)
  • 250 gr di farina 0 per pane
  • 250 gr di farina Manitoba
  • 250 gr di latte intero
  • 110 gr di burro
  • 1 uovo intero
  • 30 gr di zucchero
  • 1 cucchiaio di miele
  • 15 gr di sale
  • olio evo q.b (x spennellare)
  • latte q.b (x spennellare)
  • semi di sesamo q.b

Preparazione


Come consiglio sempre utilizzare lievito madre dopo due rinfreschi consecutivi, io l’ho utilizzato dopo 6 ore dal secondo rinfresco.
In una ampia ciotola versare il latte, l'uovo, lo zucchero, il miele ed il lievito madre tagliato a pezzetti piccoli. Miscelare bene in modo da legare tutti gli ingredienti.
In un’impastatrice (oppure in una seconda ciotola se procedete a mano) versare le farine setacciate ed il sale, mischiare bene.

A questo punto aggiungere il burro a pomata, ovvero molto morbido ma non fuso, lasciar ammorbidire a temperatura ambiente per un paio d’ore o passarlo qualche secondo al microonde. Unire i liquidi alla miscela di farine e burro, cominciare ad impastare.
L'impasto si presenterà abbastanza appiccicoso e faticherà ad incordare, è tutto normale. Continuare ad impastare per almeno 10 minuti fino a quando l'impasto non si presenterà liscio, e si staccherà dalle pareti.
Lasciare  riposare l'impasto in una ciotola unta d'olio e coperta con pellicola fino al raddoppio. Io ho impastato la sera e lasciato lievitare tutta la notte (circa 10 ore).
A raddoppio avvenuto, ribaltare l'impasto su una spianatoia infarinata, schiacciarlo leggermente e ricavarne 6 pezzi di circa 160-170 gr ciascuno.  Con ogni pezzo formare i panini tondi e ben pirlati (come in foto).
Fasi formazione panini


Disporre i panini in una teglia rivestita con carta forno o alluminio, ben distanziati perchè durante la cottura e la lievitazione cresceranno ancora. 

Spennellare la superficie dei panini con olio evo e coprirli con  pellicola che servirà a non farli seccare in superficie e l'olio servirà ad evitare che la pellicola resti attaccata ai panini. Lasciar lievitare nuovamente fino al raddoppio, nel mio caso circa 6-7 ore.
Accendere il forno a 230 gradi e posizionare sul fondo una piccola teglia o un pentolino pieno d'acqua.
Quando il forno sarà arrivato a temperatura, togliere la pellicola dai panini, spennellarli con abbondante latte, spolverizzare con semi di sesamo, ed infornare per circa 20 minuti, togliendo però il pentolino dopo 5 minuti.


Se dovessero scurirsi troppo, coprirli con un foglio di carta di alluminio. Questi tempi sono per  pezzature da 160 gr, per pezzature più piccole potrebbero bastare 10 minuti . 
Il trucco è farli cuocere velocemente per far formare subito la crosta che mantenga l'umidità all'interno. Appena sfornati, ancora bollenti, coprire i panini ancora nella teglia con un paio di strofinacci puliti e toglieteli solo quando saranno freddi: questo permetterà di trattenere tutta l'umidità all'interno dei panini e mantenere tutta la morbidezza.

Dopo la cottura e particolare dell'interno sofficissimo







Li ho farciti con hamburger, formaggio, insalata, pomodoro e maionese...buoni da morire!!!!


Triplo taglio


Tempo: 18 ore circa Servizio per: 4-6 persone Complessità: Facile